Allergologia

L’allergologia è la branca della medicina che si occupa della diagnosi, prevenzione e cura delle reazioni allergiche, ovvero risposte anomale del sistema immunitario verso sostanze comunemente innocue chiamate allergeni.

L’allergologo si occupa di diagnosi, prevenzione e trattamento di disturbi come:

  • Allergie respiratorie (rinite allergica, asma bronchiale, congiuntivite stagionale o perenne)

  • Allergie e intolleranze alimentari

  • Dermatiti e allergie cutanee (orticaria, eczema, dermatite da contatto)

  • Allergie a farmaci o a veleno di imenotteri (vespe, api, calabroni)

  • Disturbi legati ad allergeni indoor (acari della polvere, muffe, pelo di animali) e outdoor (pollini)

È una figura fondamentale a tutte le età, dall’infanzia alla terza età, per individuare con precisione le cause dei sintomi e migliorare significativamente la qualità della vita quotidiana.

È consigliabile prenotare una visita quando si presentano sintomi ricorrenti o stagionali come starnuti continui, naso chiuso o che cola, prurito agli occhi, tosse secca o respiro affannoso. È indicata anche in presenza di sfoghi cutanei improvvisi, prurito o reazioni sospette dopo l’assunzione di determinati alimenti o farmaci.

I test più diffusi e immediati sono il Prick Test (eseguito sulla cute dell’avambraccio per identificare allergeni inalanti o alimentari) e i Patch Test (applicati sulla schiena per le dermatiti da contatto). In alcuni casi, l’allergologo può richiedere un approfondimento tramite specifici esami del sangue (es. dosaggio delle IgE specifiche).

Sì, è quasi sempre necessario sospendere gli antistaminici (di solito 5-7 giorni prima) ed eventuali terapie cortisoniche per os o per via sistemica, in quanto possono alterare la reattività della pelle e falsare i risultati dei test cutanei. È sempre bene chiedere conferma al medico al momento della prenotazione.

L’allergia alimentare coinvolge direttamente il sistema immunitario e può scatenare reazioni rapide e potenzialmente severe anche con piccolissime quantità di cibo. L’intolleranza, invece, riguarda per lo più l’apparato digerente (es. difficoltà di digestione o carenze enzimatiche come per il lattosio), provoca sintomi prevalentemente intestinali e dipende spesso dalla quantità di alimento ingerita.